Illustratori pascoliani - Comune di San Mauro Pascoli (FC)

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ILLUSTRATORI PASCOLIANI


SAN MAURO PASCOLI – Prosegue a Casa Pascoli, per tutta l’estate, l’esposizione “Illustratori Pascoliani: le scelte artistiche del poeta”, dedicata a pittori e incisori che collaborarono con Pascoli per arricchire le sue poesie con disegni, acquerelli, incisioni.


Sindaco Gori, che cosa propone questa mostra al visitatore di Casa Pascoli?

“La mostra si concentra sugli artisti e sulle opere appositamente eseguite per Pascoli, esponendo delle riproduzioni di bellissime incisioni e acquerelli opera di artisti piuttosto famosi, come ad esempio Adolfo De Carolis, che aveva illustrato copertine anche per D’Annunzio, oppure Plinio Nomellini, assai noto acquerellista dell’epoca ed amico del poeta. Sicuramente, però, l’aspetto che emerge con forza è il grande entusiasmo che Pascoli stesso metteva nel rapporto con questi artisti”.

Dunque, un Pascoli entusiasta della sua produzione poetica “abbellita” dall’opera artistica. Ma in che modo tutto ciò viene messo in luce all’interno della mostra?

“L’aspetto interessante è proprio costituito dal fatto che accanto alle illustrazioni, sono state esposte anche le lettere tra il poeta e i singoli artisti: qui Pascoli investe tutta la sua energia per ottenere un risultato artistico che valorizzi al massimo il testo poetico, spiegando nel dettaglio e con passione ciò che ha in mente. Ecco perché il poeta scelse personalmente e con grande attenzione i propri collaboratori. Dovevano essere vicini alla sua sensibilità ed essere quindi, come lui, poeti”.

Pascoli ebbe sempre ben presente il legame tra fantasia poetica e sua immediata proiezione nello spazio reale, basti pensare alla sua grande capacità di tradurre in parola una sensazione, la percezione di un attimo.

“Certo, egli fu soprattutto un poeta visivo, che considerava l’espressione artistica come un’altra grande forma poetica, tanto che chiedeva agli artisti delle “ripoesie” come le definiva, non semplici illustrazioni. La poesia e l’arte accomunate dal fatto di avvicinarsi al mistero e all’essenza delle cose. Voglio infine precisare un fatto non secondario. Pascoli fu un eccezionale ?comunicatore’. Dunque non gli sfuggiva la forza delle immagini. Più potenti, rispetto ai lettori, almeno nell’impatto immediato, della parola. Era un modo di rafforzare il suo messaggio poetico e di allargare il bacino dei suoi lettori e – in qualche modo – spettatori: per usare una parola più ?moderna’ ma anche meno bella, dei suoi fruitori”.
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