Gian Francesco Sammarco - Comune di San Mauro Pascoli (FC)

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GIOVAN FRANCESCO SAMMARCO

 

Giovan Francesco Sammarco nasce a Varapodio il 17 ottobre 1876. Varapodio è una piccola cittadina ai piedi dell’Aspromonte, abbastanza distante dai circuiti culturali, a cui poteva essere interessato il giovane Franz, che inizia gli studi da autodidatta sotto la guida del fratello più grande, Raffaele, oratore, poeta, giornalista a cui riserverà  sempre non solo dedizione fraterna ma anche riconoscenza  e rispetto . E’ proprio al seguito del fratello  –  conosciuto già negli ambienti culturali della città dello Stretto  -  che Lui giungerà a Messina , dove conseguirà la  laurea nel 1902 e dove avrà come maestro il Pascoli che  egli  frequenterà insieme a Raffaele. Ne fanno fede alcune foto che li  ritraggono durante le passeggiate a Mare Grosso.
Il rapporto con Pascoli viene testimoniato anche  dalla presenza nell’Archivio di Casa Pascoli di lettere e cartoline che Giovan Francesco, tra il 1900 e il 1911 invia al Poeta e dalle quali traspare sempre l’affetto devoto e la gratitudine  profonda e imperitura che lui, discepolo, nutriva  per il Maestro, al quale dichiara che non dimenticherà mai i contrassegni incancellabili della benevolenza indulgente di cui viene onorato.
Egli esprime la sua gioia e lo ringrazia dal profondo dell’anima nel momento in cui gli giunge la sua parola tanto sospirata e spontanea, affettuosa, confortatrice.. Gli ricorda anche quando fraternamente lo chiamava “Ciccilluzzo“ e lo rendeva felice della sua confidenza e della sua amicizia.
E in una cartolina, ritrovata tra le carte di Giovan Francesco, il Pascoli chiede al suo allievo di mandargli un rigo con sue notizie e gli si rivolge chiamandolo familiarmente  “Franz”; quel Franz a cui il Maestro, in seguito a sollecitazioni, dedica una poesia:


  Caro Ciccillo, vuole
  Dunque una poesia?
  Ma oggi non c’è sole
  ed ella, o caro, vuole
  oggi una poesia?
  Eccola e così sia.

 

Dopo aver insegnato  nel  Regio Ginnasio di Palmi  dal 1906 al 1911,  ritornerà a Messina , nel 1912, come ordinario nel Regio Ginnasio superiore  e dal 1919 fino al pensionamento sarà ordinario di materie letterarie presso il Liceo Classico T. Campanella di Reggio Calabria .
Fu in contatto epistolare con illustri letterati e cultori della latinità e della grecità come Concetto Marchesi e Manara Valgimigli.
In anni molto vicini al conseguimento della laurea tenta un esperimento di critica letteraria e storica  sulla 1° Ode di Saffo e un passo di Diodoro e su due fonti autorevoli, Polibio e Diodoro,  che narrano della guerra di Gerone contro i Mamertini . Ed ancora, prendendo le mosse dalle fonti principali che fanno menzione del mutamento del nome da  Zancle a Messana, cerca di stabilire una datazione e un nome a cui attribuire la modifica.
E’  studente quando scrive alcun versi  che riecheggiano lo stile del Leopardi,  a cui dedica fra l’altro  una lirica. 
Si tratta di versi struggenti rivolti a colei che gli suscita sentimenti d’amore che dubita siano corrisposti, in cui non manca una natura che a volte è “benigna” ed a volte è “matrigna” per dirla con il Leopardi.
Alcuni anni prima della fine (1956) con “rara intensità d’affetto” nei confronti del fratello ricerca i suoi scritti e riesce a darli alle stampe in un volume intitolato “Poesie”.
Muore a Reggio Calabria nel 1961.

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