Pascoli fa le scarpe ai poeti - Comune di San Mauro Pascoli (FC)

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PASCOLI FA LE SCARPE AI POETI

 

SAN MAURO PASCOLI – Dire San Mauro, significa parlare del suo poeta da una parte, della calzatura dall’altra. Ma cosa hanno in comune questi due mondi, a prima vista, così lontani? Risposta: un’associazione. Stiamo parlando di Sammauroindustria, l’associazione pubblico-privato, che riunisce sette industrie, una scuola e l’amministrazione comunale.

Sindaco Gori, cosa c’entra Sammauroindustria col Pascoli?


“C’entra eccome se si pensa che da cinque anni bandisce un concorso nazionale di poesia edita, dedicato all’opera e al nome del nostro illustre concittadino. Un concorso in due sezioni, lingua e dialetto, che riserva un riconoscimento alla carriera, negli anni passati assegnato a nomi dello spessore di Mario Luzi e Giovanni Giudici. E questo perché negli scopi di questa associazione, in primis, c’è la valorizzazione del nostro grande poeta. Non a caso il Pascoli ha nutrito la sua creazione artistica col paesaggio, i personaggi, le vicende della piccola patria. Zvanì, anche quando parla dei contadini toscani, in fondo, allude alla sua Romagna agreste: la ?Romagna solatia dolce paese’”.

 

D’accordo, ma Pascoli con le scarpe?


“A San Mauro si sono affermati anche un altro gruppo di poeti, che onorano il Paese che Pascoli ebbe a definire all’inizio del secolo scorso: ?faticante villaggio dove gli uomini non conoscono stagione morta, perché hanno ognuno due o tre mestieri vivi ? povero e rude villaggio dove le donne si danno da fare come gli uomini ? tra lo squillar dei magli sulle incudini e il tonfar dei martelli sul cuoio..’. Se già ?il tonfar dei martelli sul cuoio’ evoca il lavoro dei calzolai, Ruggero Tognacci nel suo libro di ?ricordi’ pascoliani, Zvanì, rammenta che lo stesso Pascoli, quando nel 1897 preparava il suo ritorno a San Mauro, allora ancora di Romagna, scrisse all’amico Pirózz, segretario comunale ?di non farne parola in paese perché lui voleva arrivare da Santa Giustina di sorpresa e vedere tutti gli operai in tenuta da lavoro, specialmente i calzolai con quel tagliuzzato grembiule di pelle tinto di pece e di anilina”. Pascoli, inoltre, almeno una volta, evoca i calzolai suoi compaesani: lo fa attraverso il piccolo Valentino dei Canti di Castelvecchio. Saranno i calzolai di San Mauro col loro eccelso lavoro a fare le scarpe, simbolicamente, per Valentino. Parola di sindaco, ma soprattutto di sammaurese”.

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